Assessorato

23 - 26 Giugno 1999

IV° CONFERENZA REGIONALE DELL'EMIGRAZIONE

Assessorato Politiche per la Qualità della Vita

presso
Hotel Duca d'Este
Tivoli


La IV° Conferenza Regionale dell'Emigrazione si è svolta in tre giornate, durante le quali sono stati affrontati moltissimi argomenti. Delegati di origine laziale provenienti da tutto il mondo sono intervenuti, portando all'interno dei lavori ciascuno la propria specificità e competenza.
Non si è trattato soltanto di un incontro ufficiale, ma soprattutto umano, di grande valore ed intensità.
Un evento di questa portata è difficile da decifrare, tanto più che ci sono stati molti e diversi momenti durante i quali i presenti si sono scambiati opinioni, esperienze e progetti.
Pertanto, in questa sede, è stato stabilito di riportare soltanto gli argomenti che maggiormente hanno coinvolto la platea e gli oratori, le tematiche che maggiormente interessano gli italiani residenti all'estero ed espressi nel corso della Conferenza.

L'articolo è stato redatto secondo i seguenti argomenti:

1. Premessa
2. I Giovani
3. Le Istituzioni Italiane
4. Le Donne - L'Informazione
5. Rai International
6. L'Italianità nel Mondo - La Circoscrizione Estero
7. Il ruolo economico delle comunità italiane all'estero - La Regione
8. Conclusioni

PREMESSA
Durante i lavori, è stato dato molto spazio agli interventi dei delegati, che giunti da ogni parte del mondo hanno portato in sede le loro necessità, i loro progetti, le loro idee.
Sono intervenuti 120 delegati, appartenenti ad associazioni regionali del Lazio.
La maggior parte dei delegati aveva un'età avanzata, non solo a causa del fatto che spesso i ruoli decisionali vengono svolti da persone adulte e con esperienza, ma soprattutto perché non c'è un sostanziale ricambio generazionale all'interno di queste associazioni, prevalentemente nate per iniziativa degli emigrati di prima generazione.

I GIOVANI
Il coinvolgimento dei giovani nella realtà associativa è importante, affinché tali associazioni possano continuare a vivere e soprattutto ad operare a favore degli italiani residenti all'estero. Da più parti, però, si è levato un coro, che denunciava la difficoltà di trovare un approccio vincente verso le nuove generazioni. Il problema consiste nel fatto che questi ragazzi e ragazze sono perfettamente inseriti nella comunità, e cercano una conferma di tale accettazione ogni giorno. L'appartenenza a queste associazioni implica un forte legame con le proprie origini, che compromette, ai loro occhi, l'inserimento, conseguito a fatica.
La conseguenza più vistosa è la perdita dell'uso della lingua, che non sempre è sostenuto da adeguate iniziative istituzionali, alle quali le associazioni non sono in grado di sostituirsi, a causa della loro mancanza di risorse economiche.
Inoltre, vi è la perdita del contatto con la propria identità etnica, dovuto al fatto che la diffusione della cultura percorre delle strade e dei modelli oramai superati, che non soddisfano le esigenze e le necessità delle nuove generazioni. I programmi televisivi, la produzione editoriale ed i programmi radiofonici si rivolgono ad un pubblico anziano, che ha conosciuto almeno nella sua infanzia l'Italia. Queste generazioni sono nate e cresciute all'estero, spesso non hanno mai messo piede nella propria terra d'origine, per la quale possono avere un interesse, che, però, sicuramente si discosta da quella che hanno visto le generazioni precedenti.
D'altro canto, è comunque innegabile che anche i più giovani italiani residenti all'estero siano attratti dalle proprie origini. Nonostante la perfetta conoscenza della lingua, ed il perfetto inserimento nella società, essi tuttavia si sentono cittadini a metà, poiché percepiscono di essere parte anche di un'altra comunità, quella italiana. Riconoscendo quest'esigenza, e considerando le differenze generazionali, culturali e sociali, è necessario elaborare una strategia, che consenta a questi giovani di non perdere del tutto il legame con la propria patria.

LE ISTITUZIONI ITALIANE
Un altro problema sollevato quasi all'unanimità da parte dei delegati è la sostanziale assenza delle istituzioni italiane e di una politica coerente per l'emigrazione. Infatti, nonostante le numerose promesse, gli italiani residenti all'estero sono abbandonati a se stessi: consolati e ambasciate non forniscono alcun servizio, tantomeno gli enti a ciò preposti. Le associazioni sono state soprattutto, in tale contesto, un'esigenza. Le associazioni, infatti, non sono soltanto un luogo d'incontro "ricreativo" per gli emigrati, ma sono anche un punto di riferimento per gli italiani residenti all'estero, poiché sono in grado di fornire informazioni ed assistenza nei casi più disperati. Di fronte a questo vuoto, ci si chiede naturalmente perché non vi siano delle risposte istituzionali concrete, per quale motivo l'assenza dell'Italia sia così irrecuperabile.
Dal momento quindi in cui le associazioni svolgono la maggior parte del lavoro, sarebbe opportuno ottenere un sostegno concreto da parte delle istituzioni, soprattutto per quanto concerne quello economico. Il sistema verticistico e farraginoso di erogazione dei fondi accentra le capacità d'investimento e di progettazione nelle mani di istituti obsoleti, e lontani dalla realtà dell'emigrazione. Ecco quindi che di fronte ad iniziative di grande utilità ed interesse, le associazioni si trovano con le mani legate, perché non hanno alcuna disponibilità. Le stesse autorità regionali riconoscono che, allo stato dei fatti, è essenziale riconoscere le Associazioni come il centro di propulsione nel rilancio del rapporto tra l'Italia e le comunità italiane all'estero.
Naturalmente un potenziamento del servizio pubblico è auspicabile, e i delegati si augurano che ciò possa avvenire soprattutto attraverso l'operato delle regioni: una speranza destinata a realizzarsi in tempi brevi, data l'opera di decentramento in atto in Italia. Sarebbe inoltre opportuno utilizzare le risorse associative già esistenti e solidamente radicate sul territorio attraverso una serie di iniziative attive, che ne garantiscano la sopravvivenza e soprattutto l'attività.
La critica viene rivolta a tutte le istituzioni italiane, dalle ambasciate ai Comites, da ogni parte si levano voci di malcontento e protesta verso chi dovrebbe erogare un servizio, e non lo fa.
Il ruolo delle istituzioni, oggi, è molto richiesto soprattutto per quanto riguarda quell'ampio gruppo di emigrati prima generazione che vogliono tornare ad invecchiare in Italia, ed hanno bisogno di una dettagliata informazione e di un'ampia assistenza per adeguare il trattamento contributivo, la tassazione, e più in generale per adeguarsi ad una realtà amministrativa, burocratica e legislativa a loro del tutto sconosciuta.
Inoltre, i delegati hanno ricordato alle autorità regionali che non sempre chi è emigrato ha fatto fortuna nel Paese di accoglienza. Infatti, vi sono molti anziani (emigrati di prima generazione) che vivono in uno stato d'indigenza, e che necessiterebbero di assistenza e di facilitazioni per il rimpatrio.
Le autorità regionali hanno riconosciuto le proprie mancanze e le proprie carenze all'interno del quadro istituzionale. Ma a loro volta, hanno ricordato le difficoltà ed i limiti oggettivi che si trovano a fronteggiare in materia d'emigrazione, e non solo. La Regione deve divenire un ente territoriale in grado di arricchire la propria attività al di là delle mansioni amministrative e burocratiche. Il lavoro di routine è sicuramente un lavoro molto grande, ma occorre superare questa visione ed andare oltre, per dare spazio anche ad altre iniziative, soprattutto per quanto concerne la materia dell'emigrazione.
Inoltre le autorità regionali ricordano ai presenti che le Regioni non hanno a disposizione delle ampie risorse economiche, per porre in atto delle iniziative concrete, che vadano incontro alle esigenze delle comunità di laziali nel mondo.
Da parte del Ministero Affari Esteri, è stata ribadita l'efficacia della nuova strategia approntata, la cosiddetta "diplomazia culturale", i cui risvolti, però, sono soprattutto economici.

LE DONNE
Alcuni delegati e le poche delegate presenti hanno introdotto la questione della sottorappresentanza femminile nelle associazioni di italiani residenti all'estero. Nei luoghi decisionali ed ai vertici organizzativi non ci sono che pochissime donne, a causa di una cultura difficile da sradicare. La Conferenza di Pechino ha gettato solide basi per una maggiore visibilità delle donne, ma nello specifico ciò che più ha contribuito a portare alla ribalta la situazione è stata la Conferenza del 1997 "Donna in Emigrazione".
Nonostante le molteplici dichiarazioni d'intenti, le donne italiane residenti all'estero hanno ancora moltissime difficoltà nell'entrare a far parte dei comitati esecutivi e dei direttivi.
Per questo motivo è stata riunita la Commissione Femminile di lavoro, ma gli stessi delegati hanno accolto quest'iniziativa con molta freddezza, mostrando con chiarezza quale ambiente umano circondi le donne italiane che vorrebbero fare di più.

INFORMAZIONE
Durante i lavori, i delegati hanno lamentato l'assenza di un'efficace informazione sulle comunità italiane nel mondo. Un italiano residente in Argentina non sa cosa accade ad un italiano residente in Australia ad esempio. Si tratta di un problema molto sentito, poiché non esistono canali d'informazione (eccettuati quelli familiari), in grado di mettere in collegamento tra loro gli italiani residenti all'estero.
Non vi sono notiziari su Rai International, né durante le trasmissioni radiofoniche. Non vi sono quotidiani, né settimanali o mensili.

RAI INTERNATIONAL
Una questione molto importante è quella legata a Rai International. La rilevanza di questa tematica è stata confermata dalla presenza alla sessione mattutina dei lavori di giovedì del Vice Presidente di Rai International. La difficoltà di attuare un servizio efficace è data in primo luogo dalla discontinuità dell'amministrazione, dipendente dalla compagine politica e dall'esito delle consultazioni elettorali. Inoltre, in passato ci sono stati innumerevoli mal funzionamenti e accordi sotterranei, che hanno dissipato le risorse di Rai International a discapito della qualità del servizio.
I delegati fanno notare al Vice Presidente che molti di loro (soprattutto dall'Australia, dal Canada e dall'America Latina) hanno pagato una forte somma di denaro (2000$) per disporre dell'apparecchiatura necessaria a ricevere i programmi di Rai International. Ciò nonostante, i programmi non si vedono o si vedono male.
Vi è anche molta insoddisfazione per quanto concerne i contenuti del palinsesto Rai, in quanto spesso molti programmi non sono in lingua italiana (il Vice Direttore ha affermato che per poter raggiungere un ampio pubblico, occorre elaborare i programmi in inglese, dal momento che molti italiani residenti all'estero di seconda e terza generazione spesso non parlano quasi per nulla la lingua italiana).
Inoltre, i contenuti dei programmi lasciano molto a desiderare. Su questo punto, il Vice Direttore si è difeso affermando che i programmi più richiesti sono dei pacchetti acquistati dalla Rai, che deve ricontrattare con questi privati per poter trasmettere questi programmi anche con Rai International. Non è un problema di fondi, perché Rai International ha ricevuto delle forti somme per realizzare tali opere, ma molti di questi soldi hanno fatto una fine ignota.
Pertanto, da parte dei delegati vi è la richiesta di mandare in onda dei programmi di alta qualità (sulla cui origine, i delegati non vogliono sapere nulla), in lingua italiana ed in grado di soddisfare sia le esigenze ricreative sia formative delle comunità italiane all'estero.

L'ITALIANITA' NEL MONDO
Più generalmente parlando, è emersa la volontà, la necessità e l'urgenza di porre in atto delle misure per la conservazione e la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, sia presso le comunità italiane sia presso quelle straniere. Tutto il mondo conosce la cultura italiana, è vero, ma secondo stereotipi non sempre lusinghieri o obsoleti. L'Italia non è una terra morta: vive e si rinnova continuamente. E quest'evoluzione deve essere portata anche all'estero. Le ripercussioni sul turismo e sugli scambi economici potrebbero essere moltissime.
E' necessario che le istituzioni si attivino per l'elaborazione di una politica "culturale" ad ampio raggio, soprattutto attraverso il recupero della lingua presso le comunità italiane, dove l'uso dell'italiano tra le nuove generazioni si va perdendo. Accordi come quello stipulato tra l'Italia e l'Argentina sull'introduzione della lingua italiana nelle scuole può essere un inizio, ma non il compimento di quello che dovrebbe essere un ampio programma a lunga scadenza.
Gli scambi estivi (che vengono già attuati) tra studenti italiani e stranieri di origine italiana hanno una grande rilevanza, laddove diventino una consuetudine in grado di coinvolgere un ampio numero di ragazzi.
Vi è la necessità di coagulare tra loro le comunità italiane all'estero e queste con l'Italia stessa. Ricostituire una grande Nazione Italiana, al di là dei confini e delle distanze. Gli italiani residenti all'estero percepiscono con molta intensità l'appartenenza alla patria, ma tale sentire non può essere a senso unico, occorre rafforzarlo e rinnovarlo.

LA CIRCOSCRIZIONE ESTERO
Presto sarà istituita la Circoscrizione Estero, che consentirà agli italiani residenti all'estero di avere dei rappresentanti da loro stessi eletti in Parlamento. Molti italiani residenti all'estero sono dei potenziali elettori a tutti i livelli, ed il progressivo potenziamento delle strutture atte ad accogliere le votazioni in tutto il mondo conferma tale realtà. In una parola gli italiani residenti all'estero sono anche dei soggetti politici, cosa che i governanti non hanno mai dimenticato, presentandosi al loro cospetto soprattutto durante le campagne elettorali. E' ipotizzabile che nei prossimi anni aumenteranno le promesse e gli impegni, senza un riscontro oggettivo. Situazione che dei rappresentanti in Parlamento potrebbero cambiare parzialmente, ma non del tutto.

RUOLO ECONOMICO DELLE COMUNITA' ITALIANE NEL MONDO
La capacità economica delle comunità italiane residenti all'estero è nota ed è florida da decenni. Di recente, di fronte alla crescente esigenza di espandere i mercati e la presenza del "made in Italy" in tutto il mondo, divenuto un vero e proprio terreno di scontro tra potenze economiche nello scenario incerto e mal regolato della globalizzazione, le autorità si ricordano degli italiani residenti all'estero e chiedono loro di farsi portavoce dei nostri prodotto nei Paesi di residenza.
Tale pretesa, portata avanti con il nome fittizio di "diplomazia culturale", risuona offensiva e lesiva della dignità degli italiani residenti all'estero.
Per anni singolarmente, come associazioni e come gruppi d'interesse, gli italiani residenti all'estero hanno ripetutamente chiesto una maggiore presenza delle istituzioni. Dopo anni di delusioni e di mancate risposte, le uniche iniziative concrete riguardano un settore, che è di grande interesse soprattutto per l'Italia.
La fedeltà alla patria degli italiani all'estero è stata duramente messa alla prova durante questo secolo, e nonostante le "fregature", questi concittadini continuano a mettere a disposizione del Paese le loro risorse e le loro capacità. Di fronte all'appello lanciato dai rappresentanti istituzionali, malgrado il malcontento iniziale, i delegati hanno infatti espresso la propria disponibilità ad intensificare e rafforzare i rapporti economici con le aziende italiane.

LA REGIONE
I delegati hanno fatto notare alle autorità presenti che vi è un forte legame di appartenenza con la regione di provenienza, sia per motivi personali (gran parte dei familiari continua a risiedere in quella regione), sia per motivi pratici (possesso di una casa, attività imprenditoriali, iscrizione al Comune e così via di seguito). Ciò implica che l'italiano residente all'estero abbia grande interesse per quanto avviene nella propria regione di provenienza, e soprattutto ha la necessità di prioritaria di conoscere le regole amministrative, burocratiche ed amministrative di quel Comune, di quella Provincia, di quella Regione. Necessità tanto più impellente quanto più si intensifica il processo di decentramento amministrativo in Italia, Pertanto, occorre che via siano degli esponenti presso questi enti territoriali in grado di contemplare anche le esigenze di quei cittadini che risiedono all'estero. Inoltre, affinché sia possibile sarebbe opportuno potenziare il coordinamento Comuni - Province - Regioni, ed assegnare alle Regioni maggiori risorse economiche da destinare alle politiche per l'emigrazione.

CONCLUSIONI
Durante i lavori del Convegno è dunque emerso con chiarezza che la politica italiana nei confronti degli italiani residenti all'estero non è adeguata ad una realtà, che richiederebbe un maggiore impegno, e soprattutto un approccio più dinamico ed innovativo. In realtà quindi, le politiche verso l'emigrazione vanno rielaborate in toto, e questa è un'esigenza velatamente espressa anche dai rappresentanti regionali ed istituzionali.
Le comunità di italiani residenti all'estero stanno acquisendo un valore crescente nell'economia e soprattutto nella politica italiana (maggiore partecipazione alle consultazioni elettorali, istituzione della Circoscrizione Estero, presenza dei rappresentanti degli emigranti nelle istituzioni), il che comporta un maggiore interesse da parte delle istituzioni nei loro confronti. E', dunque, ipotizzabile che nel prossimo decennio vi siano dei sensibili cambiamenti per quanto concerne gli italiani residenti all'estero, grazie soprattutto all'istituzione della Circoscrizione Estero.
D'altra parte recentemente ci sono state molte iniziative intraprese dal Governo italiano in materia economica, che partivano proprio dalle comunità italiane all'estero, per un rilancio del "made in Italy" nel mondo. E, duole dirlo, gran parte dei luoghi d'incontro realizzati da parte delle istituzioni italiane a vari livelli, nonostante le dichiarazioni d'intenti, hanno avuto il solo scopo di verificare le condizioni per una politica di espansione commerciale delle imprese italiane.