Consulta Regionale per l'emigrazione

Il Piano triennale degli interventi per i laziali all’estero

Il via libera della Consulta per l'emigrazione ad un programma che punta al mantenimento delle attuali iniziative per i giovani e l'assistenza agli anziani

ROMA- La Consulta regionale del Lazio per l’emigrazione ha recentemente approvato, con tre sole astensioni, il Piano triennale 2007-2009 che definisce le linee guida degli interventi per i laziali all’estero e loro familiari. Dal documento, che ricorda la necessità di far fronte alle nuove esigenze dei circa 260.000 laziali nel mondo, viene in primo luogo segnalata la presentazione, entro la fine dell’anno, della ricerca "Dinamica e struttura dell’emigrazione laziale all’estero, un’analisi geografica". Un’indagine, commissionata dalla Regione all’Università di Roma "La Sapienza", che ha come obiettivi lo studio degli ultimi 50 anni della diaspora laziale e il cambiamento del fenomeno migratorio, rispetto al mutato contesto storico, politico e socio-culturale dell’Italia. La programmazione regionale dei prossimi anni, anche tenendo conto della recente novità del voto per corrispondenza, sarà caratterizzata da una crescente attenzione per le aspettative culturali ed economiche delle nuove generazioni, per l’insegnamento della lingua italiana e per le associazioni laziali che operano nel mondo. In questo ambito si auspica anche una normativa più incisiva che renda obbligatorio il parere della Consulta, oltre che per il programma triennale, anche in relazione ad ogni proposta di legge regionale che disponga sull’emigrazione. Si considera altresì necessario rendere obbligatorio il coinvolgimento della Consulta nella programmazione e nella predisposizione del DPEF della Regione.
Nonostante la prevista riduzione dei fondi regionali per l’emigrazione, con la conseguente decurtazione delle manifestazioni canore e folcloristiche per l’estero, il Piano triennale tende comunque al mantenimento delle attuali iniziative socio-assistenziali, degli incontri con le nostre comunità e dei progetti a favore di giovani ed anziani. Per cercare di reperire le risorse mancanti è stata inoltre accolta nel documento la richiesta, avanzata dai membri della Consulta, di istituire un tavolo permanente di lavoro con gli altri assessori della Regione interessati al fenomeno migratorio. Auspicata dai consultori anche l’organizzazione di conferenze regionali dedicate in primo luogo ai giovani. Nel triennio 2007-2009 verranno dunque rilanciate le iniziative, finalizzate al recupero della lingua italiana presso le giovani generazioni, della Società Dante Alighieri in Argentina e del Comitato Assistenza Italiana (Co.A.S.I.T) che opera in Australia a Melbourne. Sempre per quanto riguarda lo studio della lingua è stato confermato il progetto per il soggiorno, presso strutture del Lazio, di giovani italiani residenti in Paesi extracomunitari, di età compresa i 18 ed i 28 anni. Ragazzi , provenienti da nuclei familiari economicamente svantaggiati e con una minima conoscenza dell’italiano.
Per favorire le visite in Italia dei tanti anziani all’estero che non se lo possono permettere la Regione sosterrà i costi del soggiorno nel nostro Paese di un certo numero di connazionali - l’anno scorso ne sono venuti cento – oltre i 60 anni di età nel caso degli uomini, e con oltre 55 anni per le donne. I partecipanti a questo viaggio di 15 giorni, presso località marine e città d’arte della Regione, verranno scelti dai presidenti delle associazioni e potranno contare, nel caso venissero dall’America Latina, anche sul totale rimborso del biglietto aereo. Non superiore a 700 euro invece il contributo per il viaggio dei corregionali dell’Australia.
Oltre a prevedere la continuazione del rapporto con l’Università "La Sapienza” di Roma, il Piano regionale auspica la realizzazione di una rete telematica di collegamento fra tutte le associazioni laziali nel mondo e l’Associazione intercomunale “Casa dell’emigrante”. A questa struttura è stata infatti affidata la gestione coordinata ed integrata degli interventi e dei servizi a favore dei laziali emigrati che rimpatriano, oltre alla realizzazione annuale della giornata regionale dell’emigrato laziale. Presso la sede della Casa dell’Emigrante a Sant’Elia Fiumerapido, che coordina 36 comuni, è stato inaugurato nel 2006 anche un centro d’ascolto per gli emigrati rimpatriati e le loro famiglie. Una struttura di supporto psicologico che verrà potenziata. A questa associazione il Piano chiede di ampliare il proprio ambito di intervento a tutto il territorio regionale - la necessità di coinvolgere molti più comuni e province nella politica migratoria della Regione è stata più volte avanzata anche dai membri della Consulta - e di erogare idonei servizi di consulenza legale, fiscale, amministrativa, pensionistica e scolastica. La Casa dell’emigrante, oltre a potenziare il proprio sito Internet, dovrà impegnarsi nella valutazione, insieme ai patronati ed alle associazioni di carattere nazionale rappresentate nella Consulta, dei nuovi piani di intervento per la diffusione della cultura predisposti dall’associazionismo regionale.
Altro ambito fondamentale è quello inerente ai contributi socio-assistenziali forniti dalla Regione, tramite i comuni interessati, agli emigrati rientrati definitivamente in patria. Un importo, erogato per sei mesi, che ammonta 465 euro mensili, per i singoli e i nuclei familiari con due persone, e a 650 euro per le famiglie più numerose. La Regione prevede anche la corresponsione di un contributo per le spese di rientro dall’emigrato, per il trasporto delle masserizie, per l’avvio d’attività produttive, per il reinserimento scolastico dei figli dei connazionali rimpatriati, e per la traslazione delle salme dall’estero.
Al fine di fronteggiare il problema abitativo al momento del rimpatrio è stata inoltre stabilita l’erogazione, "una tantum", di un contributo per i mutui volti all’acquisto ed alla ristrutturazione delle case stesse. Previste, allo scopo di agevolare gli emigrati che non hanno raggiunto il minimo contributivo fissato dalla normativa, anche specifiche erogazioni finalizzate al riscatto di periodi lavorativi svolti in paesi non convenzionati con l’Italia.
Confermati infine dalla Regione gli interventi straordinari per gli emigrati anziani ed indigenti dell’America Latina. Iniziative, poste in essere attraverso l’Osservatorio Interregionale sulla Cooperazione allo Sviluppo (OICS), che prevedono l’acquisto di farmaci salvavita e la stipula di convenzioni con enti mutualistici capaci di garantire l’assistenza sanitaria ai meno abbienti. (Ing. luigi Provenzani)